BIORAMAS

Das Messen eines Dings ist eine grobe Handlung, die auf lebendige Körper nicht anders als höchst unvollkommen angewendet werden kann.                                                        
                                                                                    W. Goethe

Metamorphosis: Goethe to Turing and beyond.

Morphogenesis and metamorphosis are the generating principles of phenomenologic reality: they represent the moment when Physis encounters metaphysics – and not only that.
We can say that the specific human is intrinsically morphologic: to know, to act, to perceive, to feel, for example, are systems of metamorphic regulation.
Forms are diagrams of energetic forces, and the signs which allow us to know and to communicate are also forms, special ones: while in fact a sign is something that can be used to lie, most forms cannot be used for this purpose; therefore we can say with some probabilistic approximation tahat they interpret  truths.
Real Art, the one that still gazes at the original need of the sacrum, cannot but explore the morphology of reality, even though in many various ways.
In an age in which the lie of civilization, that has removed the memory of the sacred, is non ashamed of overwhelming all reality, burying it under a huge mass of rubbish, scoriae, filth, catabolites of all types, the discovery that everything goes back to the  hiatus and  original crasis of the sacred cannot be renounced.
Therefore there is a moral urgency implicit in the morphogenetic approach which returns to the ancient cosmogonies of myths and heroes, to the necessarily syncretistic sources of all civilizations.
Where and when form is generated, morphogenesis too is generated.
Form is that mirror that acts as Perseus’ shield, which allows us to look at the Medusa unhurt (and deluded).
Art instead is the negation of the captious assumption according to which if we can look at the terrifying Gorgon it is only to  kill her.
It is commonly said that History is written by the winners, who transform it to their glory, and Perseus is one of those winners who has written History; and yet historically, even if almost underground, the necessity of those who do not wish to kill the Gorgon, but to get acquainted with her, continues to survive, nowadays perhaps only in Art.
Bioramas in particular are explorations of the morphogenesis in living systems, those forms that mankind believes it can control as it belongs to them: in other words the biological systems, which are  considered naivily the most complex of the Universe, but are instead the most fragile and ephemeral.
Life is form and formation, of which the Bioramas are abstractions that materialize in patterns and gestalten treated as perceptions of the holy and juxtaposed in narratives ways – prenarratives, it could be more properly said.
The epistemological approach of the Bioramas is eccentric compared to that of common sciences (that have become to a great extent part of an onanistic system of technological control), and therefore they go along paths or mystifying algorithms, that do not fear but look for the mysterion.
On the contrary they know that the mysterion represents the human event horizon, that sacrum from which all forms of the universe spring: the non plus ultra facing the shapeless mass of Chaos (an infinite probably richer that the infinite Cosmos, but definitively out of our reach).
Also the well-formed and performing mystifications have inevitably tested laws of efficacy and efficiency, they are small forms or formulae, and the Bioramas try to put them to the test; they use laws such as those of centricity/eccentricitry/policentricity, or of stress and tensegrity, or of polarity and transition, of invariability and change, of balance and homeostasis and many others.
The morphogenetic principle is a principle of Nature and Nature is always natura naturans.
Thus the Bioramas are always short tales or mythoi: often haikus, sometimes fables, anedoctes, exempla, aphorisms, limericks, oracles, axioms, excercised on living nature in its always present and always potential morphogenesis.
More than taking us on a voyage on the surface of impermanence, they accompany us in a sort of snorkelling, diving in the metamorphic body of the living forms, at least so far as our strength and capacities allow us to go without drowning triumphally. 

(italiano)

 
Misurare una cosa è un’impresa grossolana che sul corpo vivente non puo’ essere effettuata se non in modo altamente imperfetto.
                                                                                                 W. Goethe

Metamorphosis: Goethe to Turing and beyond.

Morfogenesi e metamorfosi costituiscono i principi generativi della realtà fenomenologica: rappresentano il momento in cui la Physis incontra la metafisica – se pure non solo.
Potremmo dire che lo specifico umano è intrinsecamente morfologico: conoscere, agire, percepire, sentire, per esempio, sono sistemi di regolazione metamorfica.
Le forme sono diagrammi di forze energetiche, e i segni che ci permettono di conoscere e di comunicare sono altresì forme, forme speciali: mentre infatti è segno tutto ciò che può essere usato per mentire, la più gran parte delle forme non può affatto essere usata per mentire, interpretano quindi con buona approssimazione probabilistica delle verità.
L’Arte più autentica, quella che ancora rivolge lo sguardo all’istanza originaria del sacrum, non può che esplorare, seppure in millanta eterogenei modi, la morfologia della realtà.
In un’epoca in cui la menzogna della civiltà, quella che ha rimosso la memoria del sacro, non si perita di sopraffare la realtà tutta, tumulandola sotto una massa enorme di rifiuti, scorie, immondizia, cataboliti di ogni sorta, ecco che riscoprire che tutto risale allo iato e crasi originaria del sacro diventa irrinunciabile.
C’è quindi anche un’istanza morale implicita nell’approccio morfogenetico, che rimanda lontanamente alle cosmogonie dei miti e degli eroi, alle scaturigini necessariamente sincretiche di tutte le civiltà.
Dove e quando nasce la forma nasce la morfogenesi.
La forma è quello specchio che funge come lo scudo di Perseo, permettendoci di guardare illesi (e illusi), verso Medusa; mentre l’Arte è proprio la confutazione dell’assunto capzioso secondo cui se possiamo guardare alla gorgone terrifica è solo per ucciderla.
Comunemente si dice che la Storia la scrivano i vincitori, trasfigurandola a proprio lustro, e Perseo è di quei vincitori che hanno scritto la Storia; eppure, seppur quasi clandestinamente, l’istanza di chi non voglia uccidere la Gorgone, ma conoscerla, continua storicamente a sopravvivere, oggi forse proprio solo attraverso l’Arte.
I Bioramas in particolare, sono esplorazioni della morfogenesi nei sistemi viventi, quelli che l’umanità crede di poter dominare perché vi appartiene: i sistemi biologici dunque, che consideriamo, ingenuamente, i più complessi del Cosmo, ma che sono anche i più fragili ed effimeri.
La vita è forma e formazione, di cui i Bioramas sono astrazioni che si concretizzano in pattern e gestalt, trattati come ierofanie e giustapposti in percorsi narrativi – antenarrativi, si dovrebbe ancora meglio dire.
L’approccio epistemologico dei Bioramas è eccentrico rispetto a quello della scienza comune (che è ormai diventata in preponderante parte un sistema onanistico di dominio tecnologico), e quindi percorre sentieri o algoritmi mistificanti, i quali cioè non solo non temono ma cercano il mysterion.
Anzi sanno che è proprio il mysterion a rappresentare l’orizzonte degli eventi umani, quel sacrum da cui scaturiscono appunto tutte le forme del Cosmo: il non plus ultra affacciato sull’informe del Caos (un infinito probabilmente ancor più ricco dell’infinito Cosmo, ma per noi definitivamente inattingibile).
Anche le mistificazioni ben formate e performanti hanno inevitabilmente collaudate leggi di efficacia ed efficienza, sono piccole forme o formule, ed i Bioramas cercano di metterle alla prova; sono leggi come quelle di centricità/eccentricità/policentricità, oppure di tensione e tensegrità, o polarità e transizione, di costanza e mutamento, equilibrio ed omeostasi e diverse altre ancora.
Il principio morfogenetico è principio di Natura e la Natura è sempre natura naturans.
Dunque i Bioramas sono piccoli racconti o mythoi: spesso haikus, talvolta apologhi, aneddoti, exempla, aforismi, limericks, oracoli, assiomi, esercitati sulla natura vivente nella sua morfogenesi sempre attuale e sempre potenziale.
Più che in una navigazione sulla superficie dell’impermanenza, ci vogliono accompagnare però in una sorta di snorkelling, sommozzando nel corpo metamorfico delle forme viventi, perlomeno fino a che le nostre forze e le nostre capacità ci consentono di farlo evitando di affogarvicisi trionfalmente.

NGL

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

/* */