Debiti, diete e barzellette.

La faccenda dei debiti sovrani e dell’intervento “tecnico” proposto/imposto dall’UE, con i suoi governi calati dall’alto in più di un paese (Grecia e Italia in testa), mi ricorda una barzelletta che si raccontava anni fa.

Un tizio in sovrappeso, a cui il medico ha detto che se non dimagrisce la sua salute ne risentirà drammaticamente, si reca presso un ambulatorio di dietologia che promette la perdita di 15 chili in una sola seduta dimagrante: il trattamento è decisamente costoso ma se non funziona sarà rimborsato il triplo della cifra spesa.
Niente da perdere perciò, anzi tutto da guadagnare, perché non provare?
Il tizio va e si affida agli esperti dietologi dell’ambulatorio.
Dopo la seduta viene pesato ed effettivamente ha perduto 15 chili di peso!
Quindi il tizio paga la salata parcella e se ne va… con la sua stampella.
Gli hanno infatti amputato una gamba e infallibilmente ha perso 15 chili.

La drastica terapia è più o meno quello che l’UE e i governi tecnici (tecnici di economia bancaria, intendo, non di economia politica né sociale), ci stanno imponendo/proponendo.
Non riusciamo più a sopportare i nostri debiti, pubblici e privati – che loro ci hanno indotto a fare?
Bene, dobbiamo continuare a crescere e consumare le nostre risorse (beni comuni, capitale sociale, territorio), aumentare il PIL, foraggiare i mercati, però amputiamo una parte dello stato sociale che abbiamo impiegato decenni a costruire, una delle grandi conquiste delle nostre democrazie dal dopoguerra ad oggi, rinunciamo a parte di quelli che ci eravamo abituati a considerare nostri diritti, davvero le gambe su cui le nostre società camminano.
Pagandoli, i diritti, attenzione: perché chi paga non sono le banche centrali, ma sono i cittadini degli stati sovrani, con il loro contributo di lavoro e di tasse.
Invece, mettiamoci nelle mani del divin Mercato, della sua mano invisibile (che è la mano dei player finanziari globali che tranquillamente il mercato lo controllanno – i quali, detto incidentalmente, sono proprio gli stessi che ci hanno messo in questi pasticci); svendiamo dunque i nostri asset, rinunciamo ai nostri privilegi troppo onerosi (welfare, istruzione, sanità, lavoro…), rinunciamo ad una gamba insomma: oddìo, non è che saremo più in forma, il nostro fisico non sarà più snello e performante, ma il peso alla fine risulterà inferiore e, magari, rientrerà nella norma dei parametri.
Intanto i dietologi passano all’incasso.
Noi sembriamo confortati dalla soluzione e ci stiamo preparando ad affrontare i duri tempi che questi esperti in terapie finanziarie si stanno accingendo a farci attraversare.
I nostri rappresentanti politici, tutti in modo multi-partisan, plaudono e seriosamente ci invitano a fare buon viso a cattivo gioco.
Ci dicono che non ci sono altre soluzioni (ma come per l’esempio indicato nel post precedente, altre soluzioni ci sono sempre, eccome).
La sinistra, cosiddetta, applaude in prima fila, a braccetto con i cattolici (e Letta Enrico, mette tutti d’accordo proclamando il miracolo), ai quali bisognerebbe ricordare di leggersi o rileggersi il Nuovo Testamento per rinfrescarsi la memoria su quanto il Cristo, a cui si appellerebbero, ha detto in proposito senza mezzi termini, ripetendolo sino al punto da indurre i poteri forti di allora, i poteri finanziari che controllavano l’economia, a crocifiggerlo con decisione bipartisan (romani ed ebrei), pur di toglierselo dalle scatole.
Anche alle nostre sinistre parlamentari, di centro o meno, bisognerebbe ricordare di leggersi qualcosa, dato che ormai si è perduto anche il ricordo di una qualsiasi differenza tra le loro posizioni e quelle del centro e del centrodestra: già il PCI, illis temporibus, era diventato un mix sconclusionato di socialismo reale e liberismo; morto il socialismo reale, la sinistre hanno abbracciato con slancio il liberismo e si sono ibridate in modi innaturali anche con le destre affariste che imperversano soprattutto in Italia, dove governano da più di un quindicennio.
Ottimo terreno di cultura, quindi, per gli interventi dall’alto e da fuori (fuori della politica democratica), come quelli cui stiamo assistendo oggi nella UE, tipo il governo Monti che di democratico non ha più neppure la maschera.
Attenzione: la vera antipolitica, oggi, è incarnata dal governo Monti, non da movimenti come i grillini o altro! Il governo Monti è il trionfo dell’antipolitica.
Insomma, tutto procederebbe con il benestare non solo dell’uomo qualunque, ma anche di Peppone e don Camillo, come ha detto ieri il finlandese Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea e commissario per gli Affari economici e monetari – e chi gli abbia suggerito di dirlo è stato davvero geniale (magari lo stesso Monti).
Bene, ci hanno riempito il calice e noi ce lo stiamo già bevendo, quasi con gusto.
Prosit.

 

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